
“Vi ringrazio di cuore con la fatica nelle braccia e il cuore colmo di gratitudine per l’incontro di…”
C’è qualcosa che non si può fotografare, né spiegare… Come il primo colpo sul tamburo che hai costruito con le tue mani. Come il profumo della salvia nell’aria. Come le lacrime silenziose che nascono quando ci si ricorda di sé.





