
Esiste una più vasta sapienza all'interno della quale la specie umana deve riconoscersi: è la struttura che unisce e che tiene insieme le stelle e gli anemoni di mare, le sequoie e l'uomo.
Verso un'ecologia della mente, Gregory Bateson
Ci sono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi, l’aria è pregna di un’energia misteriosa e l’anima sembra sussurrare segreti dimenticati.
Sulla Terra, i luoghi sacri sono sempre stati incastonati in una natura selvaggia e incontaminata, considerati da antiche tradizioni come punti di contatto con il divino, con lo spirito stesso dell’universo.
Ma cosa rende questo luogo, che con amore custodiamo da 15 anni, così potente?
E perché per noi è diventato essenziale proteggerlo?

Nelle culture arcaiche, i luoghi sacri non erano scelti a caso. Santuari, templi, cerchi di pietre o semplici radure immerse nei boschi erano posizionati in luoghi dove la natura sprigionava un’energia particolare. Secondo alcune teorie, questi luoghi sarebbero crocevia di campi e onde elettromagnetiche di intensità straordinarie, capaci di intrecciarsi con i nostri circuiti cerebrali, scatenando modifiche chimico-fisiche che alterano, ampliano e potenziano i normali stati di coscienza.
Questa alterazione della coscienza non è solo un fenomeno fisico, ma anche spirituale. Le persone che visitano L’Essenza infatti riportano spesso esperienze di intuizioni profonde o una sensazione di pace assoluta.
È come se il potere del luogo fungesse da portale che apre il passaggio verso l’infinito, mettendoci in comunicazione con una dimensione superiore, con la saggezza del passato e con memorie ancestrali nell’inconscio collettivo.
La natura selvaggia è un tramite, un canale che ci permette di collegarci con il divino, con lo spirito.
Padre Cosmas

La natura per noi non è solo un insieme di elementi fisici, ma anche uno spazio sacro che ci mette in contatto con dimensioni spirituali più elevate…
E se ogni albero, ogni roccia, ogni fiore portasse con sé un messaggio? Se ogni ramo fosse un segno, un dito puntato a indicare un altro mondo, un’altra dimensione?
Per noi è come se la natura fosse un linguaggio cifrato, un codice che aspetta solo di essere decifrato da chi ha occhi per vedere e cuore per ascoltare…
Essere custodi della natura significa proteggere non solo un patrimonio ambientale, ma anche un’eredità interiore. Significa difendere quel legame sottile e invisibile che unisce l’anima umana all’anima del mondo, garantendo che questo ponte tra il finito e l’infinito rimanga intatto.
Quando parliamo di sostenibilità ambientale, infatti, non vogliamo solo proteggere l’ecosistema fisico, ma anche l’ecosistema della mente e dello spirito.
Vogliamo preservare emozioni profonde, memorie ancestrali e un’identità culturale che rischiano di scomparire sotto il peso della modernità.
In un’epoca così difficile, sentiamo il dovere di riscoprire il legame tra natura e spiritualità, di difendere questo luogo sacro che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo. Come custodi di quel misterioso potere che ancora oggi risuona tra le rocce, gli alberi e i fiumi, e che ci chiama a ricordare la nostra origine divina.
Perché solo riconnettendoci con la natura possiamo riscoprire noi stessi e trovare il nostro posto nell’universo.
Immergiti nella bellezza selvaggia e incontaminata del Parco Naturale di Tepilora, dove il tempo si ferma e l’anima ritrova il suo equilibrio.
Vivi un’esperienza di rinascita e benessere totale, rigenerando la tua mente per riconnetterti con te stesso: